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Depurazione Acque reflue
Tesina online.
Tale onere può essere correlato alle caratteristiche intrinseche dello scarico o al danno che lo sversamento provocherebbe nel corpo idrico recipiente. Nel primo caso il modo più corretto di fissare una norma prevede quantitativi di sostanze inquinanti comunque e ovunque scaricabili per unità di materia prima impiegata. Nel secondo caso invece tali quantitativi possono essere corretti in considerazione delle diverse capacità ricettive e della destinazione d’uso del corpo recipiente e cioè, fondamentalmente, in considerazione delle possibilità di diluizione nel corpo idrico e della portata e della qualità di tutti gli scarichi insistenti sul medesimo. In pratica l’adozione di una norma deve essere fatta in base a considerazioni di applicabilità e di efficacia in relazione anche alle capacità operative degli organi addetti al controllo mentre spesso vengono tenuti in conto anche fattori collettivi collegati alla disponibilità di tecnologie di depurazione idonee al caso di scarichi aventi caratteristiche particolari o portate piccole.
In Italia, la materia è regolata dalla Legge n° 319 del 10 maggio 1976 e successive modifiche fino al più recente D.Lgs 152/99 testo unico sulle acque. La 319/76 prevede che gli scarichi degli insediamenti produttivi debbano uniformarsi, secondo tempi e norme prestabiliti, ai limiti di accettabilità riportati nelle tabelle A e C allegate alla Legge. I limiti di tabella A, più restrittivi, si applicano agli scarichi che recapitano in corpi idrici mentre quelli della tabella C agli scarichi che recapitano in pubbliche fognature. In tali tabelle i limiti di accettabilità sono espressi, salvo che per alcuni parametri come temperatura, colore, odore, in termini di concentrazioni, prescindendo dalla portata e provenienza dello scarico e dalle caratteristiche del corpo recipiente. Soltanto per i laghi sono previsti limiti più restrittivi per fosforo, azoto e temperatura, e per il mare limiti più permissivi per solfati, cloruri e temperatura. La notevole semplicità della normativa indicata, se da una parte può provocare in qualche caso difficoltà per uniformità con cui rigorosamente si applica alla totalità degli scarichi, dall’altra offre un quadro di riferimento preciso al quale gli impianti di depurazione devono adeguarsi per le previste scadenze e rende abbastanza semplici le procedure di controllo. Per quanto concerne gli scarichi degli insediamenti urbani la normativa rimanda ai piani di risanamento regionali ( Deliberazione Regionale della Campania n. 114/6 del 30/11/82). Recentemente è stata inoltre emanata una direttiva comunitaria ( 91/271/CEE) che fissa i limiti sugli scarichi degli insediamenti urbani, differenziati sia in relazione alla potenzialità degli impianti di trattamento che alle caratteristiche dei sistemi idrici nei quali gli scarichi hanno recapito. All’uopo vengono definite aree territoriali più o meno sensibili con particolare riferimento all’effetto dei carichi organici e dei nutrienti. Per le aree sensibili vengono fissati i limiti sugli effluenti più restrittivi e si stabilisce in particolare che gli effluenti generati degli impianti di trattamento situati all’interno di bacini drenati in aree sensibili siano sottoposti a una depurazione più spinta rispetto al trattamento “ secondario”. Per quanto poi riguarda i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue la direttiva comunitaria prevede che essi debbano essere riutilizzati ogni qualvolta ciò risulti appropriato con modalità di smaltimento che rendano minimo l’impatto negativo sull’ambiente. In definitiva, il recipimento della direttiva comunitaria, oltre a prevedere strumenti di protezione della qualità delle risorse idriche attraverso l’istituzione di aree di salvaguardia delle stesse, impone l’adozione, sia per la linea di depurazione dei liquami che per quella di trattamento e smaltimento dei fanghi, di schemi di processo e di soluzioni tecnologiche in qualche caso più avanzate rispetto a quelle che caratterizzano gli attuali impianti di depurazione.
Depurazione Acque: pagina 5
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